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(Data una terna pitagorica qualsiasi con a < b < c interi, escluso a=4, risulta sempre vero che, per n < m interi:)
Mi scuso, ma devo riformulare la premessa in parentesi che, considerata l'ora della sua estensione, mi pare proprio che sia un po' confusa. Dunque, meglio come appresso:
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Indicando con a<b<c una generica terna pitagorica, è sempre vero che:
se a=2n+1, allora esistono un b ed un c tali che b=2m e c=2m+1
se a=2n, allora esistono un b ed un c tali che b=2m e c=2m+2, oppure b=2m+1 e c=2m+3, secondo che per a=2(n-1) siano rispettivamente b=2m-1 o b=2m
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Esempio terne:
con a dispari
099, 4900, 4901
con a pari
096, 2303, 2305
098, 2400, 2402
100, 2499, 2501
Aggiungo che, a parte la facile dimostrabilità che non può esistere una terna per a=1, 2 o 4, quanto sopra sta a significare in sintesi che per qualsiasi altro a è sempre possibile indicare una terna pitagorica della tipologia indicata, differenziata per a pari ed a dispari; nel senso che quei tipi di terne esistono sempre, con questo non escludendosi la possibilità dell'esistenza di altre terne per lo stesso a.
In questo senso ho parlato di congettura, perché l'enunciato è solo frutto dell'osservazione di una certa quantità di terne certamente esistenti, in quanto tirate fuori dal computer, tramite un semplicissimo algoritmo.



